Cohiba Sublimes Extra

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Cohiba Sublimes Extra

 

Cohiba-Sublimes-Extra-HabanSono finalmente riuscito a gustarmi un Sublimes Extra di Cohiba, vitola contenuta nel prossimo Libro Colecciòn Habanos 2008
Avevo già provato questo super colosso in quel di Cuba, ma come al solito, nell'Isola si fuma, si fuma tanto…, non si degusta….. e l’avevo già trovato notevole.
Di provenienza H.Upmann, è davvero impressionante alla vista con la sua anilla emblematica e le sue dimensioni di cepo e largo ( 54 x 184 ).
Ricordo che scherzavo con James Suckling all’Habanos Day di Milano parlando del Sublimes di Cohiba nel 2004, pensando a quanto imbarazzante si sarebbe rivelato un cepo del genere e mi accorgo a distanza di quattro anni, quanto nella realtà odierna ci siamo abituati a gruesos del genere.
Per di più, senza essere per questo contro-corrente, devo dire che il tempo che riesco a ritagliarmi per una fumata è davvero poco tra famiglia e lavoro, per cui quando posso fumare, fumo grosso, se non intramezzando nei brevi tragitti in macchina, qualche Robusto o qualche Mareva Plus della China e ultimamente qualche Petit Robusto ( D5 o HU ).

cohiba_sublimesLa capa è stesa in maniera perfetta e il riempimento è da manuale.
A crudo sentori classici di fieno, erba tagliata di fresco.
Appena acceso denota una leggera nota amarognola che scompare immediatamente: già al secondo puff è gradevole tabacco cubano.
Gli amici con cui condivido la fumata esclamano in coro “Che grande sigaro!”.
Ironicamente domando loro se si riferiscono alle dimensioni.
Ricevo di risposta un’occhiataccia interlocutrice di chi preferisce non inveire contro il benefattore della serata.
La prima sensazione è che si tratti di un vero Cohiba.
Gli aromi e il profumo stesso del fumo mi riportano a un decennio fa, cosa che non mi succede accendendo altre vitolas attuali di Cohiba.
Legno aromatico, leggere note tostate, pane, qualche sfumatura erbacea (dovuta alla giovinezza).
L’unico dettaglio che non certifica la tipicità di Marca è solo la fortaleza…
Infatti per chi è abituato a considerare Cohiba una Marca di forza media, riscontra in questo super colosso una tendenza dal medio al forte che a me non dispiace per niente anche se con l’incedere della fumata questa caratteristica tende a sopraffare la raffinatissima paletta aromatica.
Lo lascio all’inizio del terzo tercio perché i suoi 4 mesi di invecchiamento non lo hanno ancora beneficiato della ricchezza dell’età più matura e l’amarostico, unito alla fortaleza appunto, rischierebbero di rovinare la spettacolare gradevolezza palatale e la persistenza di sapori che nemmeno un Burmester 20 anni riesce a comprimere.

 

Massimo De Giovanni 1/08/2008

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