Toscano Collezione:Toscano Antica Riserva 2007

Dal Toscano Collezione 2007: Toscano Antica Riserva

Commercializzata nel 2007 dalle allora neonate Manifatture Sigaro Toscano, la Toscano Collezione conteneva una scatola di Antica Riserva, una scatola di Toscano Originale e una di 1492 Anno Domini, al suo debutto sul mercato. Siccome siamo entrati in possesso di alcuni di questi cofanetti, crediamo sia utile scrivere di questi toscani, affinché non se ne perda la memoria. Questa recensione è dedicata al Toscano Antica Riserva del 2007 e seguiranno presto quelle degli altri.

Toscano Collezione:Toscano Antica Riserva 2007

Descrizione

Una volta rimosso il cellophane ingiallito, tipico dei toscani con qualche anno sulle spalle, l’Antica Riserva si presenta avvolto da una fascia nordamericana marrone scuro, ben tesa e regolare. Tutti gli esemplari si sono rivelati ben riempiti, correttamente costruiti e, in media, sorprendentemente profumati: a crudo, infatti, avvertiamo una marcata nota di affumicatura, arricchita da punte legnose e vagamente speziate.

All’accensione, l’ingresso è tenue, persino in punta di piedi: al palato il fumo risulta piacevolmente amaro, con una componente dolce, ancorché affatto ruffiana, bensì austera, e punte sapide; l’acido pare sottotono, ma non tanto da rendere la fumata astringente. Anche aromaticamente, tutti gli esemplari testati si sono rivelati costanti nello squadernarsi di un bouquet tipico: su una base legnosa, assolutamente peculiare e riconoscibile, anche a distanza di anni, si innestano sentori di speziatura e affumicatura, ma anche note di caffè e tostatura, con occasionali guizzi di frutta secca. La parola d’ordine è equilibrio: la fumata procede e cresce via via in intensità e corpo, mantenendosi sempre raffinata e rotonda. A metà sigaro, la componente amara si fa più marcata, ma il sottile equilibrio non viene disturbato, così come, dal punto di vista aromatico, non assistiamo a stravolgimenti di sorta, anche se compaiono note di pellame, prima decisamente in sotto testo. L’Antica Riserva chiude così in crescendo, in un tripudio di legno e spezie, sottilmente venato da sentori di torrefazione, cacao amaro e liquirizia. A livello di impatto, questo è, ed è sempre stato, un sigaro squisitamente medio, al più medio forte, ma senza eccessi, appagante sia alla fumata intera che ammezzato.

In conclusione

Il Toscano Antica Riserva era eccellente, elegante e faceva di equilibrio e rotondità i suoi punti di forza. Un capolavoro di blending purtroppo ormai perduto, giacché da svariati anni il sigaro che ne porta il nome nulla ha a che vedere col progenitore. Oggi, alla fine del 2017, possiamo ritrovarne alcuni echi nell’Ambasciator Italico Superiore e nel Brebbia Riserva Speciale: questi due toscani ne riprendono, almeno per certi versi, la struttura organolettica, comprese alcune aromaticità, ma restano comunque del tutto diversi. Non potrebbe, né dovrebbe, essere altrimenti, trattandosi di prodotti dalla spiccata personalità: cercare di creare cloni di quel che non c’è più non avrebbe avuto alcun senso, forse.