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Toscano Duecento

Scheda Tecnica
Forma: bitroncoconica
Lunghezza: 200 mm
Fascia: Kentucky nord americano
Ripieno: Kentucky italiano e nord americano
Manifattura: Lucca
Presentazione al pubblico: ottobre 2018
Confezione: in plexiglas da 3 sigari
Prezzo attuale: € 21

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Nell’anno del bicentenario dei sigari toscani, MST ci propone un nuovo fatto a mano in Edizione Limitata, il Toscano Duecento.
La confezione contiene tre sigari di dimensioni importanti, lunghi 200 mm, con ripieno di Kentucky italiano e nordamericano e fascia nordamericana.

A crudo, i sigari sono di bell’aspetto, piuttosto scuri e con un riempimento omogeneo.
Al naso avvertiamo sentori di pellame e un affumicato piuttosto pronunciato. Si presentano benone.

A questo punto devo dar conto di tutte le altre caratteristiche organolettiche, per poi concludere con una valutazione. Già, così è strutturata la recensione di un sigaro.
Però questo non è un sigaro qualsiasi…

Il Duecento dovrebbe rendere onore a un retaggio secolare: ci si aspettava l’eccellenza visto che è il sigaro del bicentenario!
Purtroppo, con nostro sommo scorno, è semplicemente un sigaro deludente e in linea con il resto della produzione di MST.

Il fatto è che, fumandolo, si ha la netta impressione che abbiano davvero fatto del loro meglio ed è questo che amareggia.
Mi vedrò dunque costretto a consigliarne l’acquisto solo a collezionisti di scatolette, fumatori acritici, neofiti (loro, poveretti, pigliano sempre tutto) e fan sfegatati del marchio.
Invito però i veri appassionati di toscani, quelli che fumano i sigari e non le favole o i brand, a fermarsi qui. Non mi va di farvi perdere tempo e sono certo che già sapete come investire meglio il vostro denaro.

Fatta questa premessa, continuiamo. Al palato il Duecento è salato e poco amaro, acido e occasionalmente dolciastro. Nel prosieguo della fumata intera, compare un che di piccante e il fumo diventa talvolta un po’ astringente. Nel caso, beviamo un po’ d’acqua e tiriamo innanzi. Tutto sommato, è abbastanza rotondo in bocca, fatta eccezione per qualche acuto spiacevole.

Quanto agli aromi, questo sigaro ne è piuttosto avaro: dopo una partenza in sordina, si avvertono sentori che rimandano più al compensato che al legno, compare qualche flebile nota pepata (nulla di ricercato, ci mancherebbe) e quasi nient’altro, a parte un po’ di affumicatura e qualche puntina di pellame che certamente non riescono a evitare che la fumata alla maremmana naufraghi nel mare della noia. Corpo e intensità sono sul medio, e, nel complesso, il bouquet manca di profondità.

Parlare di evoluzione o progressione in riferimento a questo sigaro, poi, sarebbe abbastanza ridicolo: questi concetti sono stati formulati per descrivere esperienze di ben altra complessità. La fumata ammezzata è senz’altro migliore: anche se non è la quadratura del cerchio, scorre via molto meglio. Certo, vien da chiedersi che senso ha fare un sigaro lungo 20 centimetri che poi rende meglio ammezzato, ma è inutile andare tanto per il sottile.

Direi che è tutto qui: ho già scritto abbastanza di un sigaro per il quale sarebbe stato forse più appropriato un mesto silenzio. Anzi no, quasi dimenticavo! La costruzione e la dinamica di fumata sono ottime, la cenere chiara e compatta. Insomma, il Toscano Duecento non sarà un granché da fumare, ma almeno è perfetto per Instagram.