Tornabuoni-Cigar-Club-Apuano-cover

Tornabuoni Cigar Club Apuano

Tipologia: Grand Cru (sigaro composto di tabacco proveniente da un unico appezzamento selezionato).
Fascia: Kentucky della Valtiberina, annata 2015.
Ripieno: Kentucky della Valtiberina, annata 2015.
Manifattura di produzione: Compagnia Toscana Sigari srl – Sansepolcro (AR)
Costruzione: Long Filler Totalmente a Mano
Presentazione al pubblico: 2018
Stagionatura: 24 mesi
Confezione: confezione da due sigari.
Prezzo attuale: € 12 (Edizione Limitata)
Durata della fumata: circa 90 minuti

Tornabuoni-Cigar-Club-Apuano-sigaro

Prefazione

Il Cigar Club Apuano è costituito da un gran numero di appassionati fumatori ed è la community più vasta e influente di Facebook. Fondato e guidato da Guglielmo Baldini, il gruppo detiene un importante primato: è stato infatti il primo, nel 2016, a dare il nome a un sigaro toscano, prodotto dalla Compagnia Toscana Sigari di Gabriele Zippilli.
Il sigaro di cui parleremo oggi è frutto di un secondo progetto di collaborazione tra l’azienda di Sansepolcro e il Club: l’Apuano ha la particolarità di essere composto unicamente di foglie provenienti da un unico appezzamento selezionato ed è pertanto definito Grand Cru così come il Cospaia, il cui tabacco proviene da un altro campo situato nei pressi dell’antica Repubblica da cui prende il nome, e l’Orciolo, prodotto con Kentucky da agricoltura biologica.

Recensione

Estratto dalla bella confezione (la cui veste grafica è stata curata da Martino Bizzi, anche lui membro del gruppo), il sigaro si presenta di aspetto rustico, venato di costolature, e con una fascia color tonaca di frate ruvida al tatto. Il riempimento appare omogeneo e a crudo il tiraggio è corretto, mentre al naso avvertiamo profumi di legno affumicato e spezie.

Al palato, il sigaro apre marcatamente amaro, con una buona sapidità e una giusta componente acida, mentre quella dolce resta sullo sfondo. Aromaticamente, l’incipit è austero e fa presagire una fumata severa, poco incline al compromesso: la nota pedale è legnosa, notevolmente affumicata e leggermente tostata, con note di terra umida e una punta di cacao. La sapidità è in rapido crescendo quando fanno la loro comparsa sentori di cuoio, stallatico e pepe nero, ma anche punte di erbe officinali: avvertiamo altresì un che di piccante, ma senza eccessi. Nel prosieguo, al palato l’amaro tradizionale rimane protagonista indiscusso, davvero vecchia scuola, mentre alla pancia fanno capolino una nota di tè nero, giusto una punta di armelline e fave di cacao, anche se legno affumicato, cuoio e pepe rimangono al centro della scena. E così si chiude una fumata rotonda, composta ed elegante, con un’intensità nicotinica che si rivela piena, anche se non soverchiante, una notevole evoluzione e una lunga persistenza.

In conclusione

L’Apuano è un eccellente toscano che rievoca i fasti di un passato glorioso e mantiene le promesse: forte, deciso e severo, si rivela meravigliosamente inattuale senza ruffianerie. Il suo ricco bouquet oscuro e granitico non lascia indifferenti e, se posso permettermi una nota personale, sono certo che mio nonno l’avrebbe apprezzato.