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Il grinder per il tabacco

Qualora si vogliano elencare gli accessori utili per fumare la pipa, é necessario trovare un equilibrio tra due atteggiamenti opposti.

Se ci si pone alla questione in modo troppo spartano, infatti, la lista risulterá molto, troppo breve (accendino o fiammiferi, curapipe e scovolini) e ne saranno esclusi accessori utili.

Se, viceversa, si indulge troppo al consumismo e ci si fa prendere la mano, l’elenco si allungherá a dismisura, contemplando una serie di oggetti la cui utilitá é invece discutibile. Se, nel primo caso, rischiamo di complicarci la vita, nel secondo rischiamo di riempirci la casa di buste, bustine, borse e borselli, frese e spazzolini, portascovolini, filtri e portafiltri, poggiapipe da tavolo di ogni foggia, posaceneri e via discorrendo.

D’altro canto, non voglio essere troppo severo nei confronti di chi affolla i cassetti di oggetti sostanzialmente inutili: un certo feticismo per l’accessorio, anche quando é fine a se stesso, é quasi inevitabilmente connaturato alla passione per la pipa. Nondimeno, in questo, come in molti altri frangenti, bisognerebbe ricordare che in medio stat virtus.

Per quanto la nostra lista possa allungarsi, contemplando oggetti anche molto ricercati, difficilmente sarà però menzionato quello che, a parere di chi scrive, è invece un accessorio decisamente utile, uno di quelli che davvero semplificano la vita: il “grinder“.

Il grinder non é altro che un macinino tascabile di piccole dimensioni, disponibile in molti materiali, fogge e colori.

grinder tobacco flake

Nato per sminuzzare le cime di marijuana, in modo da poterle rollare in cartina, si rivela sorprendentemente utile anche per noialtri, fumatori di pipa.

Per cominciare, pensiamo ai tabacchi in flake. Sebbene alcuni amino caricarli interi, molti di noi preferiscono sbriciolarli: utilizzando il grinder non solo velocizzeremo il processo, bensí otterremo anche una pezzatura piú uniforme.

Con un po’ di pratica, capiremo che per ottenere un semplice “sfilacciamento”, é sufficiente dare un mezzo giro, o, al piú, un giro completo, mentre per triturare piú finemente occorre insistere piú a lungo, avendo cura di memorizzare il numero di rotazioni effettuate, al fine di ottenere un macinato omogeneo.

Veniamo al secondo vantaggio: il grinder puó essere adoperato anche per uniformare la pezzatura delle miscele casalinghe o di trinciati di taglio irregolare come il Samuel Gawith Lakeland Dark, tanto per citarne uno. Questo strumento é inoltre notevolmente comodo se, come me, siete amanti di twist, rope e corde varie, per quanto apparentemente ignifughe: invece di limitarsi a rondellarli e sfilacciarli, provate a tritare le rondelle avvalendovi di un grinder. Non potrete che apprezzare il risultato.

Va da sé che non é una buona idea triturare tabacchi di taglio shag, a meno che non si desideri rollarli in cartina.
Attenzione anche ai trinciati secchi o molto secchi: si rischia di polverizzarli, ottenendo tabacco da fiuto!

Io sono un amante del taglio medio, ma se proprio devo scegliere tra un taglio grosso e uno fine, prediligo il secondo. Nella mia esperienza, infatti, i tabacchi di taglio medio o fine (diciamo sui 2 mm) bruciano in modo piú uniforme, sono piú facili da caricare e da gestire, si spengono meno e, soprattutto, sprigionano maggiormente i propri aromi.

Tritare un tabacco che si conosce bene prima di fumarlo puó farci scoprire sfumature insospettate: ridurre il taglio, infatti, facilita la combustione e influenza inevitabilmente anche la resa in fumata, rendendo piú godibili anche i tabacchi molto umidi.

Acquistate un buon grinder, privilegiando un modello in metallo, e provatelo – vi semplificherá senz’altro la vita -, ma state alla larga da quelli in plastica o, peggio, in legno: i primi sono piuttosto fragili, mentre i secondi tendono a impregnarsi molto degli umori del tabacco, conservandone il profumo.

Se non volete ritrovarvi a fumare un Full Virginia Flake con un’anomala aromatizzazione saponata – come é capitato al sottoscritto -, farete meglio a lavare il grinder sotto l’acqua corrente dopo aver tritato l’Ennerdale…

Ma, mi raccomando, niente detersivo!

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