Riporto volentieri un articolo proposta da Giuseppe D’Amore, sulla sigaretta elettronica.

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Siccome la temperatura del punto di fumo della miscela utilizzata nelle sigarette elettroniche si abbassa a mano a mano che avanza l’ossidazione, occorre che vengano utilizzati prodotti certificati e regolamentati, come sostenuto da sempre dall’Associazione ANAFE produttori italiani di e-cig, perché l’importazione selvaggia e senza regole potrebbe prestare il fianco ad un indesiderato ed imprevisto inquinamento da metalli pesanti.

Difatti, la miscela in parola, oltre a contenere acqua, glicerolo e glicole mono-propilenico, ha presentato in passato inquinamenti da metalli pesanti, come piombo, cadmio, cromo, zinco, nichel, rame e arsenico, riscontrato dalla rivista il “Salvagente” n° 24 del 2013 che accertò in una fialetta in commercio, di una nota casa americana, un valore di arsenico di 113,74 microgrammi su 10 ml, che sebbene sia inalato e non ingerito corrisponderebbero a 11.374 microgrammi per “1” litro di acqua potabile, analisi effettuata dall’Università Federico II di Napoli dello stesso anno.
La maggior parte dei succitati metalli pesanti formano complessi stabili con gruppi solfidrici, amminici, fosforici e carbossilici, mostrando un’elevata tendenza a combinarsi stabilmente con i siti più reattivi delle macromolecole, di conseguenza è molto importante controllare sia la bontà dell’acqua di preparazione, sia il metodo di estrazione degli aromi e delle essenze stesse, e sia le sostanze di sintesi aggiunte ai liquidi perché possono reagire una volta vaporizzate.

Il vaporizzatore della sigaretta elettronica riscalda il liquido a temperature superiori a 200°C vaporizzandolo, quindi l’aerosol aspirato contiene micro-particelle già presenti nella soluzione o conseguenti della pirosintesi. Ad esempio il glicerolo ad alte temperature (bolle a 290°C), essendo la richiesta volontaria e reiterata dall’utilizzatore, può trasformarsi in acido acrilico e acroleina, un’aldeide molto reattiva ed irritante per le mucose, che diventa tossica nei ratti di laboratorio DL50 a 26 mg per “1” kg di peso corporeo, mentre il glicole monopropilenico si trasforma, in parte, in ossido di propilene che miscelandosi al muco delle vie respiratorie può diventare cancerogeno in carenza di antiossidanti e in presenza di dosi eccessive accumulate.
Durante l’aspirazione si accende un led, che simula la combustione della sigaretta, e può essere di colore blu o verde in caso di assenza di nicotina, oppure rosso se è presente la nicotina le cui concentrazioni, che in Italia sono per adesso gli unici limiti regolamentati per legge, nella cartuccia di 10 ml possono variare da 6 mg fino a 18 mg .

In conclusione la sigaretta elettronica potrebbe essere considerato un buon surrogato della sigaretta di tabacco, ma dovrebbe essere monitorato e certificato in tutti i suoi componenti, come ad esempio la potenza delle batterie al litio per la temperatura, il filtro usa e getta o da ricarica, e la camera di miscelazione in ceramica.
Una cartuccia di nicotina in media da 80-100 inalazioni può corrispondere a 10-12 sigarette tradizionali, il cui contenuto in alcaloide è in parte ossidato dalle temperature molto più alte raggiunte dalla brace.

Giuseppe D’Amore

Cava De’ Tirreni, 06 / 01 / 2017.