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Vi proponiamo oggi un’intervista fatta a Fiorenzo Ceriali, presidente del Pipa Club Italia.
L’associazione del Pipa Club Italia persegue nobili intenti nel mondo del lento fumo in Italia e mi sembrava interessante e giusto farvi conoscere meglio un’istituzione come questa che aiuta gli appassionati di pipa.

Fiorenzo Ceriali, ci può raccontare un po’ di lei?
Come ha iniziato a fumare e come è arrivato ad essere il Presidente in carica del Pipa Club Italia?

Ho iniziato a fumare la pipa durante il servizio militare nel 1972, ricordo ancora la busta rossa del Prince Albert, poi, conversando di pipe con un tabaccaio questo mi informò che intendeva costituire un Pipa Club, ovviamente aderii subito; il 17 febbraio 1978 venne costituito il Calumet Pipa Club Cornuda che si associò al Pipa Club Italia. Ho sempre partecipato alle attività e dal 2006 ho affiancato Carlo Lodi nella gestione delle manifestazioni, nell’Assemblea del 2009 i Club associati mi hanno tutti votato quale membro del Consiglio Direttivo che poi mi ha nominato Presidente.

Se io volessi creare un pipa club nella mia città, cosa dovrei fare? Quanto costa associarsi e tesserare i membri? L’associazione poi come ci supporterà nel tempo?
Questa la semplice procedura per associarsi al Pipa Club Italia: Possono associarsi al Pipa Club Italia i Club composti da un minimo di tre Soci (Art. 13 dello Statuto www.pipaclubitalia.org/statuto), questi debbono:

  1. dotarsi di uno Statuto Sociale,
  2. inoltrare semplice domanda di adesione al Consiglio Direttivo (oggi: [email protected]) allegando copia dello Statuto,
  3. alla risposta affermativa del Consiglio Direttivo compilare il modulo di associazione e inoltralo con contemporaneo versamento delle quote associative, che per l’anno 2014 sono così stabilite:
    – quota Club € 75,00
    – quota per ogni socio del Club € 13,00

Il Pipa Club Italia s’impegna a sostenere le attività dei Club associati contribuendo, anche economicamente, alle manifestazioni a respiro nazionale e pubblicizzando quelle locali se inserite nel calendario annuale approvato dall’Assemblea.

Ci può dare un po’ di numeri? Quanti club e iscritti ci sono in Italia? Quanti eventi nazionali o locali vengono organizzati durante l’anno?
Nel 2013 erano associati 12 Club con un totale di 152 iscritti. Mediamente gli eventi nazionali sono minimo sei.

fiorenzo-cerialiCom’è cambiato il club in questi anni? Che difficoltà incontra un’associazione come questa? Rispetto a qualche anno fa cosa è cambiato in meglio o in peggio?
Dobbiamo senz’altro suddividere i due periodi prima e dopo la Legge Sirchia.
Questa ha causato la sparizione di alcuni Club molto attivi, il caso più eclatante è sicuramente quello di Genova, dove operava il Superba Pipa Club che organizzava presso la Fiera di Genova un Trofeo Internazionale di Lento Fumo e un Premio per i pipemaker, frequentato da fumatori di tutta Europa, vi sono state edizioni anche con più di 500 concorrenti; è giunto a 29 edizioni, la 30°, nel 2003 non è stata organizzata per l’impossibilità di reperire locali che rispettassero la nuova Legge, il Club si è sciolto.
La maggior difficoltà che incontrano i nostri Club è sicuramente quella di reperire locali per gli incontri.

Ho letto nel vostro sito un articolo su come “distruggere un’associazione”, sembra un contenuto molto polemico. Ma sono gli stessi problemi presenti anche in altre federazione che raccolgono club.
Come si deve e si potrebbe responsabilizzare tutti ad un obiettivo comune e di crescita?

Infatti, ritengo che gli aderenti ad una associazione dovrebbero rispettare e rimettersi alle decisioni, a volte sofferte, della maggioranza, dovrebbero essere propositivi e non aspettarsi l’impossibile dai dirigenti. Ho reperito quel decalogo pubblicato sul sito da una rivista del 1989, il mio primo pensiero è stato che chi l’ha scritta conoscesse alcuni ex dirigenti del Pipa Club Italia o qualche presidente dei Club associati. Non tutti i 152 Soci possono avere l’incarico di Presidente, ma chi non viene eletto dovrebbe egualmente mettersi a disposizione della Federazione e contribuire, con idee attuabili, alla sua crescita.

Come si può recuperare una passione che va sparendo?
Cosa consiglierebbe ad un giovane che le chiede che vuol imparare a fumare la pipa?

Non sono molto convinto che sia una passione che va scomparendo, magari fumare un sigaro è più pratico ma la passione per il lento fumo è ancora viva.
Ai giovani consiglieri di frequentare un Club e chiedere consiglio a chi già fuma la Pipa da anni, vi sono associati che lo fanno con passione e senza saccenza. Ognuno però, dopo aver appreso i primi accorgimenti per tener accesa la Pipa dovrebbe proseguire l’esperienza sbagliando da solo.

Cosa può fare GustoTabacco per aiutare l’associazione?
Il fatto che mi abbia interpellato di per se è già un grosso aiuto, visti i numeri che mi ha comunicato sarà senz’altro un ottimo tramite per incuriosire gli appassionati.
Del sito mi ha impressionato la sezione dedicata alle riviste oramai scomparse, ognuna riporta qualche pagina anche sull’associazionismo dei cultori della Pipa, consultandole si può, in parte, ricostruire la storia della nostra Associazione.

Come si promuove l’associazione in Italia?
La rivista “Le pipe di Holmes” ogni quanto esce? Chi scrive per la rivista?

La rivista inizialmente usciva in tre numeri anche perché i costi erano pressoché interamente sostenuti da in Socio del Rimini Pipa Club; nel 2013 è uscito un solo numero perché i costi di stampa sono insostenibili per la nostra Federazione considerando che mancano gli sponsor essendovi il divieto di pubblicizzare il tabacco e i prodotti da fumo. Gli articoli sono scritti da chi organizza le manifestazioni e da qualche appassionato.

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Leggo nel vostro Statuto, articolo 19, che un Club ha il dovere di NON partecipare a manifestazioni che non siano patrocinate dal Pipa Club Italia.
Perché questa chiusura ad altri eventi che non sono dell’ambiente vostro?

Bisogna risalire al periodo quando lo statuto è stato redatto, nel 1974, i Club associati erano una trentina ma vi erano anche molti altri Club della Pipa, l’intenzione, ritengo, fosse quella di incrementare il numero degli iscritti, ora che i Club si sono ridotti la norma è ancora più valida, associamoci tutti e organizziamo magari più manifestazioni insieme; oppure cosa costa informare e chiedere il patrocinio del Pipa Club Italia?

Che rapporto avete con i distributori di tabacco o produttori di pipe?
C’è qualcosa che vorreste fare insieme?

Il divieto di pubblicità del tabacco e dei prodotti da fumo certamente non aiuta. Da tre anni abbiamo iniziato un ottimo rapporto di collaborazione con ITA, distributore in Italia, tra l’altro, dei prodotti MacBaren e Davidoff, ci forniscono il tabacco per le gare e gadget per le premiazioni. Quest’anno a Cagli è in programma una interessante manifestazione con i blender della MacBaren.
Anche con alcuni produttori di pipe vi è una fattiva collaborazione, purtroppo il ritorno d’immagine sponsorizzando una Associazione come la nostra non paga. Il mercato interno langue, in molte gare all’estero, Danimarca, Germania, Svizzera, Spagna, Austria ad esempio, si usano spesso pipe italiane, il mercato della pipa all’estero è sicuramente più ricco. Vi è un rapporto tutto da ricostruire.

Con i Club all’estero avete rapporti concreti?
Ci sono scambi culturali, eventi che fate insieme?

Rappresento il Pipa Club Italia nel C.I.P.C. il Comité International of Pipe smokers Clubs che si occupa dei regolamenti e del calendario delle manifestazioni Europee e Mondiali. I rapporti con i Presidenti delle varie Federazioni Nazionali sono cordiali e costanti come i rapporti con i vari Pipa Club esteri. Partecipo col mio Club, come altri Pipa Club italiani, alle gare di lento fumo all’estero.

Che pipa preferisce fumare e quali sono le miscele che lei ama di più?
La mia fumata ideale è tabacco francese in terracotta, quindi: Saint-Claude in Chioggiotta.
Nella schiuma di mare prediligo il Full Virginia Flake e nelle Radiche le EM.

La cosa più bella che le è capitata da quando è nell’Associazione Pipa Club Italia?
Premetto che sono nel Pipa Club Italia da quando abbiamo fondato il Pipa club dove sono iscritto.
Sicuramente la cosa più bella è stata l’amicizia con Carlo Lodi il Presidente che mi ha preceduto, l’aver collaborato con lui quando la malattia lo stava minando.

Un saluto ai nostri lettori, grazie!
Non posso che salutare con il motto coniato da Pierre Müller, campione di lento fumo e appassionato collezionista di pipe di Ginevra: Relax with your pipe!

 

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