[filefield-onlyname-original]

Intervista a Ferdinando Buonocore, master cigar della Amazon Cigars & Tobacco

Ferdinando Buonocore è l’appassionata anima del master cigar della Amazon Cigars & Tobacco, che coadiuvato da Vincenzo De Gregorio, il master blender, anima quello che a noi piace chiamare il Nuovo Mondo del Kentucky Italiano.
Siamo riusciti a incontrarlo di persona durante una nostra visita in Italia e non abbiamo resistito, coinvolti dal suo stesso entusiasmo, a porgere qualche domanda al dinamico Don Nando.

Buona scelta
IBD
[email protected]


Come nasce la sua passione per i sigari?

Il mondo dei sigari mi ha sempre affascinato sin da ragazzo quando assistevo assorto alle fumate sapienti di mio zio con i suoi Toscani che mi facevano sognare e fantasticare.
Nel 1986 ebbi l’occasione di entrare in un’azienda per la trasformazione del tabacco e da lì con un susseguirsi di lavorazioni e responsabilità sono cresciuto sotto il profilo professionale anche se la passione che mi spingeva personalmente al mondo dei sigari era una vera e propria urgenza.
Il problema era che mi mancava il contatto diretto con la manifattura.
Nel 1999 andai a Cuba. Avevo già dei contatti con alcuni master cigar, trovai l’occasione per carpire qualche segreto ma desideravo metterlo in atto e verificare sempre di più la mia capacità di trasformare il l’idea in realtà. Volevo realizzare il Sigaro.
Nel 2000 mi venne offerto di organizzare una lavorazione in Perù, nella regione di San Martin, nella cittadina di Tarapoto. Si trattava di hand stripping su Burley locale e mi accorsi subito della grande generosità lavorativa dei suoi abitanti e questo mi diede da pensare, soprattutto constatando la grande manualità che avevano le ragazze tarapotine.
La lavorazione si prolungò dandomi l’opportunità di assistere all’intera evoluzione meterologica annuale del luogo. Temperatura costante, umidità all’80% tutto l’anno… iniziai a mettere insieme le cose arrivando a chiedermi “Perché non impiantare qui una manifattura di sigari?
Scartai subito l’idea di fare sigari di havannensis e mi attivai per trovare campionature di tabacco kentucky italiano. Detto fatto, dopo 1 anno avevo a disposizione il primo kentucky italiano, le prime torcedores e dopo 8 mesi i primi sigari! Il mio sogno muoveva i primi passi. Oggi sono soddisfatto ma la a sfida continua.

Le caratteristiche di un master cigar e di ciò che cerca?
Il processo di identificazione è molto lungo, perché un master cigar deve necessariamente conoscere tutti i procedimenti di realizzazione del sigaro qualunque sia la vitola o la regione d’appartenenza, conoscere la differenza colturale tra una fascia e l’altra,i tempi di maturazione, i tempi di conservazione dei tabacchi, come stagionarli come invecchiarli, le varie tecniche di costruzione, quali gradi si adattano di più a un certo modulo, ricercare sempre nuovi tabacchi che si adattino alle richieste sempre più esigenti del fumatore.
Tutto questo diventa più difficile in presenza della varietà Kentucky e soprattutto di quella italiana per le sue caratteristiche che richiedono attenzione e modifiche strutturali nella lavorazione.
La maggiore difficoltà che ho incontrato è nella costante della continuità del prodotto.
Il nostro maggior interesse, come manifattura, è la linea 171 X 104 che ad oggi non viene più prodotta nella zona di Sansepolcro (AR), le sue caratteristiche fogliari, caratterizzate dalla elasticità e dalla capacità di contenimento dei profumi, è di vitale importanza per i nostri sigari, in quanto la costruzione di un prodotto in assenza di additivo deve avere i maggior requisiti possibili, nello sprigionare profumi ed aromi anche dopo anni d’invecchiamento.

Quali sono le cure particolari che riserva alla realizzazione dei sigari?
Come le ho anticipato, la scelta di produrre sigari fatti totalmente a mano, di Kentucky italiano al 100%, con tabacco prodotto esclusivamente nelle zone di Sansepolcro (AR) e Pontecorvo (FR), trasformato in Italia ed esportato in Perù, per essere manufatto in una piccola azienda , con un esigenza di mercato totalmente esausta da prodotti meccanizzati, non è facile. La semplice scelta della materia prima impone conoscenze completamente diverse a differenza della meccanizzazione che è l’industrializzazione del prodotto dove le macchine non riconoscono la porosità di una determinata foglia o la trasformazione di un determinato ripieno, elementi che invece un torcedor esamina con il tatto e i suoi sensi ogni volta che produce un sigaro. Per ottenere una produzione omogenea di un sigaro fatto totalmente a mano ci vuole una conoscenza in materia che sappia essere sempre attenta, scrupolosa e aggiornata, anche perché un errore di miscelazione dei ripieni diventa difficile scoprirlo se non dopo la prova di fumo, che in presenza di sigari invecchiati avviene anche dopo 5 anni. Quindi si richiede tutta una serie di accortezze al massimo dell’esperienza per ottenere un prodotto, fatto a mano, di qualità differente, che a volte non è recepito favorevolmente dal palato di un fumatore distratto dall’essenze degli aromatizzati.
In questo particolare momento stiamo procedendo alla preparazione di un prodotto che ha già superato gli 8 anni d’invecchiamento e sappiamo di poterlo spingere fino a 10.
Tra qualche anno la inviterò a saggiare una simile delizia olfattiva.

Come si lavora a Tarapoto nella vostra manifattura?
La nostra manifattura ha una struttura semplice suddivisa in 4 settori.

  • preparazione tabacchi: fascia- sottofascia- ripieni;
  • preparazione alle fermentazioni;
  • preparazione tabacchi ultimati – torcedor – examiner – tostador;
  • stagionatura – invecchiamento – test – spedizioni;

Il tutto in una nuova struttura inaugurata da poco, che ci permette su un solo livello, di monitorare costantemente tutte le fasi della lavorazione. Ovviamente maggiore attenzione viene riservata alla produzione del sigaro, visto che siamo l’unica manifattura al mondo che produce sigari di tabacco Kentucky italiano, fatto totalmente a mano, con tecnica caraibica. Fascia, sottofascia, ripieno. Nel caso del nostro Arabesque un corona 4 ( over size) di appena 82mm, la fermentazione del materia prima viene effettuata tutta contemporaneamente nella stessa massa, con tempi di estrazione diversi (per le fasce, le sottofasce, ed i ripieni) nelle virate del tabacco per ottenere un prodotto unico nel suo genere che ha meravigliato anche i più scettici e navigati fumatori di sigari. Il riscontro aziendale, di continue problematiche, viene discusso settimanalmente ogni venerdì per rendere operativa qualsiasi decisione il lunedì successivo. Questo fa dell’Amazon Cigars & Tobacco una famiglia unita e forte sotto il profilo produttivo e professionale. Ogni piccola esigenza di un semplice operatore diventa una necessità di tutti perché siamo tutti coscienti che si cresce insieme.

[filefield-onlyname-original]Come si ispira per creare i suoi sigari?
Spesso le idee mi sono venute vedendo fumare altri, ascoltando le esigenze di ogni singolo fumatore. In particolare, le dico, che il maggior fumatore di sigari di kentucky è sicuramente quello italiano e dopo anni trascorsi in magazzini di lavorazione in Italia, fiere in giro per il mondo, ne ho osservati a decine di fumatori più o meno esperti e tutti spesso si lamentavano di mancanza di originalità nelle forme, nei moduli. Ho abbinato quindi l’esigenza di costruire moduli caraibici con il kentucky italiano ottenendo un prodotto che resta unico al mondo, come il “Nerone” ammezzato magnum da 12 gr di sostanza secca un vero capolavoro di manu facto .

Quando vede un suo sigaro terminato cosa prova?
Mi tornano in mente tutti i sacrifici che ho dovuto sopportare per ottenere un prodotto simile. Nutro verso i nostri sigari un affetto smodato che mi riempie di gioia soprattutto quando incontro appassionati che ne sanno apprezzare gli aromi, i profumi e la sapiente costruzione. Perché è proprio su questi ultimi che la Amazon Cigars & Tobacco intende proiettare le proprie risorse costruttive.
In questi giorni poi mi è giunta la richiesta da alcuni fumatori di creare un club “Amazon”.
Cosa posso dirle di più?
Inoltre sono cosi contento che desidero dedicare la mia intervista alle due donne della mia vita: Noelith e Francesca.
Un grazie a lei e a tutti i nostri clienti.