Ho conosciuto poco tempo fa Franca Comparetto, creatrice della startup americana http://www.cigarsense.com/ .
Con lei sta cominciando una collaborazione, di cui ve ne parlerò più avanti, adesso è presto…
Inizio questo articolo perché voglio presentarvi il lavoro che ha iniziato nella Silicon Valley.

Ciao Franca, puoi presentarti ai miei lettori e raccontarci come è nata Cigar Sense?
Ciao Daniele, grazie per darmi questa opportunità. Cigar Sense è nata per aiutare gli appassionati di sigaro, a prescindere dal livello di esperienza, a trovare i sigari che meglio corrispondono al proprio profilo unico e personale. È ispirata al mio vissuto in merito: mi sono trasferita in California nel 2013 e, non potendo più fumare sigari cubani, ho incontrato inizialmente molte difficoltà nel reperire nuovi sigari che mi piacessero. Nonostante il mio inglese fosse buono, non mi sentivo capita dai tabaccai. Non mi interessavano, e non mi interessano tuttora, il brand o la fascia come primi criteri di scelta o di paragone tra un sigaro ed un altro. Cerco piuttosto l’armonia, il connubio di aromi con una spina delicata e quindi una forza nicotinica moderata. Mi ci è voluto tempo per trovare i miei primi gioielli, con conseguente spreco di denaro. Cigar Sense è nata quindi per risolvere questo problema: individuare, tra la pletora di manufatti disponibili sul mercato, quelli che hanno il maggior potenziale di essere apprezzati dal proprio palato, che non ha uguali. Ora Cigar Sense non solo aiuta i consumatori, ma anche i dettaglianti, nonché i distributori e produttori del sigaro premium. Per questi ultimi Cigar Sense offre un servizio di intelligence molto promettente.

Che percorso hai fatto nel mondo del sigaro?
Mi sono innamorata del sigaro nel 2003, quando un amico mi ha offerto un Romeo y Julieta Churchills. Ho deciso di voler imparare il più possibile su queste forme d’arte. All’epoca ero associata a Slow Food e partecipavo a molte degustazioni di vari prodotti. Il sigaro ha ampliato ancora di più il mio desiderio di conoscenza del mondo del gusto. Ho quindi cercato club e corsi. Mi sono associata al club PuroMotivo di Torino, ed ho seguito il corso per catadores che il club ha organizzato con CCA. Una volta giunta negli Stati Uniti, ho iniziato il programma della Tobacconist University ed ora sono Certified Salesforce Tobacconist. I diplomi naturalmente non bastano, servono molta pratica ed esperienza, e come tutti sappiamo non si finisce mai di imparare.

Perché un blog tuo e non altro?
Cigar Sense è anche un blog, scrivo volentieri articoli, ma è soprattutto un servizio online con motore e algoritmo attraverso i quali si inferiscono i suggerimenti personalizzati di sigari; è una grande banca dati alimentata dai risultati di un panel internazionale che conduce recensioni alla cieca; è un processo di analisi e di visualizzazioni grafiche. Insomma, posso far confluire anche tantissime delle cose che ho imparato durante le mie esperienze di lavoro come manager in multinazionali high-tech. Inoltre, David Wells, il mio partner nella vita e negli affari, è ingegnere e siamo molto complementari. Non c’era posto migliore della Silicon Valley per questa creazione. Cigar Sense rispecchia anche molto i miei valori. Per esempio non vende sigari, ne inserzioni pubblicitarie, perché uno dei suoi principi base è l’indipendenza nel consiglio fornito ai suoi membri.

Il fumatore americano medio che tipo è?
Anche negli USA ci sono le tifoserie agguerrite per un brand o terroir rispetto ad altri come qui in Italia?
Nella cultura nordamericana ci sono delle attitudini particolari: “can do” e “do it yourself”. Credo che anche grazie a questo, ai brand storici e conosciuti, si aggiungono costantemente prodotti creati in partenza da consumatori o dettaglianti che si dilettano. Inoltre, molti sono gli eventi durante i quali il produttore, o comunque rappresentanti della filiera produttiva, incontrano i consumatori direttamente. Le attività di formazione ai consumatori si focalizzano quindi molto sugli aspetti manifatturieri del sigaro, meno sugli aspetti organolettici.
Anche negli USA ci sono “tifoserie”, come le chiami tu. Direi che sono incoraggiate soprattutto dal business dei sigari non cubani. Se ne è parlato molto in occasione delle recenti aperture di mercato verso Cuba.
Non conosco studi di mercato affidabili ed indipendenti sui consumatori di sigari premium, potrebbero essere intorno ai 3 milioni. Comunque gli USA nel 2015 hanno importato 316 milioni di sigari premium. Questo dato, in crescita rispetto al 2014, forse fornisce una buona indicazione sulle attività pullulanti intorno al mondo del fumo lento. Basti pensare che reddit, il sub del social network più attivo, conta 42 mila iscritti, dei quali almeno il 50% si trova negli USA. puff.com ne conta 40.000. I forum sono una spina importante, soprattutto per lo scambio o trade di sigari tra privati; questi ultimi sono, secondo me, un sottoprodotto di questo tipo di mercato che rimane molto aggressivo e competitivo, nonostante le regolamentazioni si accaniscano sempre di più.

Quali sono le maggiori differenze tra il nostro mercato e quello americano?
Il mercato italiano e’ dominato dal sigaro toscano, mentre quello statunitense principalmente dai sigari provenienti dalla Repubblica Dominicana, dal Nicaragua e dall’Honduras.
Secondo me il consumatore italiano è più tradizionalista e più esigente.
Di conseguenza, gli eventi organizzati dai club con i distributori e i dettaglianti in Italia hanno spesso un profilo molto alto. Nel mercato americano gli eventi sono più focalizzati sulla vendita, meno sulla degustazione.

Dove vedi attualmente più opportunità per un’iniziativa come Cigar Sense?
Il target geografico è globale ed abbiamo già membri in circa 30 paesi, sparsi in tutti i continenti. La Cina e l’Asia in genere offrono buone prospettive.
Dal punto di vista del concetto e del modello di business, è stato recentemente espresso molto interesse in un servizio ancora più di nicchia: si tratta del personal shopper “a guanti bianchi”.
Certi consumatori di sigaro premium si stanno sempre più stancando di marketing e vendite di massa, nonché del conseguente trattamento impersonale. Inoltre, molti di noi appassionati del fumo lento sappiamo quanto sia importante il tempo ben fruito. Per questo ora mi trasformo anche in maggiordomo: gestisco personalmente il profilo personale del cliente, individuo nuovi sigari che corrispondono ai suoi gusti unici e gestisco i suoi ordini in funzione delle sue esigenze. Naturalmente dobbiamo osservare le restrizioni e i divieti relativi alle spedizioni di sigari nei vari paesi e quindi il servizio, che si chiama Platinum, non è attualmente disponibile in Italia, perlomeno fino allo step successivo che consiste in probabili collaborazioni con tabaccherie locali.

Nel prossimo articolo con Franca vi parleremo di come… 
E’ un segreto… lo scoprirete presto! 
Daniele