Inizio dalla Locanda di san Rocco. Si trova a Fermo, sotto i portici del 1400 dedicati all’omonimo santo. Proprio sotto quei portici, in un giovedì d’estate, quando in piazza del Popolo c’era il tradizionale “mercatino”, ci realizzai un’intervista con Giorgio Gaber. Il Signor G si diceva estasiato del luogo. Beh, ai piedi del loggiato più antico c’è la Locanda di cui dicevo. Mio figlio Carlo mi ha rivelato che la frequenta il venerdì sera e qualche volta anche di sabato. Ci va con gli amici sangiorgesi. Che, incredibile a dirsi, risalgono la collina per frequentare un pub fermano.

Significa che ne vale proprio la pena. Ci ho fatto caso: le sere dei fine settimana è sempre pieno. Ci sono andato, curioso, in un tardo pomeriggio. Sono entrato nelle due nuove stanze sopra l’originario

locale.

“Posso dare uno sguardo?”.

“Certamente: s’accomodi.

Prende qualcosa?”.

Ottimo l’approccio. Capisco il buon risultato. Lì, proprio a due passi, sotto gli stessi portici, c’è L’enoteca bar a vino. Un po’ vecchia trattoria, un po’ locale dei tempi andati, dal sapore di buono. E che cucina! Sempre pieno d’avventori. Sicuramente il luogo porta bene. Perché a fianco dei portici del Quattrocento, ci sono quelli del Cinquecento. E c’è la Bottega degli Alimentari di Roberto Cognigni. A parte il fatto che ci trovi ogni ben di Dio, il sig. Roberto ha la cultura ed il gusto di raccontare la provenienza dei suoi prodotti. Mentre incarta o mentre si lava le mani dopo ogni taglio di prosciutto, offre informazioni delle aziende ed anche riferimenti turistici della città. Un po’ salumaio un po’ guida. Molto ospitale!!!

Mi sposto a Porto San Giorgio.

Alcuni amici mi hanno segnalato il Caffè dei Fiori. Si trova nei pressi dell’arena Europa. Entro. È un locale piccolo ma accogliente. 25 persone al massimo, tavolini quadrati, bell’esposizione di vini, ottimi i formaggi e i salumi. Prezzo onestissimo. Al bancone: due giovani. Un lui e una lei. Simpatici e pronti a raccontarti l’origine dei prodotti. Benito Ricci ha riaperto la Tavernetta all’interno del suo ristorante di Magliano di Tenna e l’ha consacrata alla pizza. Io ne sono fanatico. Ci vado con conoscenti e godiamo della leggerezza e del sapore. Bravo, Ben!

Salgo a Montefalcone Appennino. Vorrei incontrare padre Marco Rubiu. È il parroco. Abbiamo fatto un convegno insieme sul tema della Cavalleria medievale. Lui ha parlato dei Templari. È un esperto di san Bernardo. È Cistercense. Non sta in canonica. Mi consolo con una ciambelle di mosto del vicino forno. Una delizia! Non la mangio tutta, perché scendendo voglio passare da quel Generi Alimentari che si trova al bivio con Monte San Martino: ha salsicce e salami di gran qualità. Il pane non vi dico!

È domenica mattina. Prima di andare a messa, voglio acquistare paste fresche. Dove? 180° gradi è una garanzia. Si trova a Fermo dirimpetto allo storico Istituto Montani. Nel pomeriggio ci torno per un tè e dolcetti. Tre giovedì fa ha ospitato un incontro tra la filosofia e il Gusto.

Come faccio a non parlarne su Il Gusto… della Vita?

Sono a tavola con i miei, ora di cena. Sono un fan di Enrico Mentana e del su Tg su La7. Politicamente sono tempi difficili. Sarà per l’ora, ma i servizi televisivi abbondano di un gergo alimentare. I “bolliti” sono tra i più citati.

Saluti a tutti e che… Il Gusto… sia con voi.

Fonte “Il gusto della Vita”