Toscano Originale Millesimato

 

Toscano Originale Millesimato

Toscano Originale Millesimato

Caratteristiche tecniche
Forma: bitroncoconica
Ripieno: Kentucky nazionale e nordamericano
Fascia: Kentucky nordamericano
Essiccazione a fuoco
Fermentazione: Lunga
Confezione: da 3 sigari
Manifattura di produzione: Lucca
Presentazione al pubblico: 2017
Fascetta: Nera con a rilievo e in laminatura il logo del TOSCANO® Originale Millesimato
Confezione: da tre sigari
Prezzo: € 18

Il Toscano Originale Millesimato è la nuova Edizione Limitata di MST. Questo sigaro fatto a mano è composto unicamente di Kentucky dell’annata 2015: la fascia è nordamericana, mentre il ripieno è valtiberino e nordamericano, rifermentato con vino Rosso di Montalcino.
La confezione (molto bella) contiene tre sigari e costa 18 €.

Una volta rimosso il cellophane, il Millesimato si presenta davvero molto bene: avvolto da una fascia marrone scuro, il sigaro risulta abbastanza duro al tatto e al giusto grado di umidità.
A crudo rinveniamo profumi di pellami e legno affumicato che promettono altrettanto bene. Il tiraggio risulta corretto e procediamo con l’accensione, che si rivela agevole.

L’ingresso è marcatamente amaro e piuttosto salato, con una giusta componente acida e un sentore dolce inizialmente poco rilevabile, ma in crescendo.

La prima caratteristica che riscontriamo è una nota piccante, in un sigaro che aromaticamente si rivelerà piuttosto povero: avvertiamo sentori legnosi e speziati, una nota di affumicatura e lontani echi vagamente fruttati che, come vedremo, crescono in intensità nell’arco della fumata. È importante sottolineare l’assenza di molti di quei difetti che funestano altri sigari di quest’azienda: manca, in particolare, quella spiacevole, ma ruffiana, nota medicinale cui ci eravamo quasi abituati. Una buona cosa, nondimeno il Millesimato risulta poco equilibrato, diremmo appannato. Nel prosieguo della fumata, l’amaro mantiene il suo ruolo di primo piano e l’acidità aumenta, ma è soprattutto la componente dolce a crescere, come in sordina, per poi acquisire, verso metà fumata, il ruolo di basso continuo, a scapito della salinità. Sempre intorno alla metà, fa la sua comparsa una nota agrodolce accompagnata da un lieve sentore fruttato, prima ben poco percettibile, ma ora indubbiamente presente. Il sigaro si scompone facilmente se surriscaldato, ma se fumato correttamente non dà particolari problemi e la fumata si chiude con un’intensità media, mentre il piccante torna a fare capolino.

In conclusione, questo Originale Millesimato è un sigaro tutto sommato interessante, privo di alcuni dei difetti che caratterizzano altri prodotti MST. Manca di rotondità, gli aromi sono pochi e confusi ed è piuttosto spigoloso, ma riteniamo possa piacere ad alcuni fumatori.
Il prezzo è alto, troppo alto rispetto al reale valore, ed è solo in parte giustificato dalla bellissima confezione e dallo status di Edizione Limitata: tuttavia, al contrario di quanto abbiamo fatto per lo Stilnovo, non ne sconsigliamo in assoluto l’acquisto.

 

Toscano Originale Millesimato

Maurizio Capuano

Il tabacco in quasi tutte le sue forme mi accompagna sin da ragazzino: fumatore per vizio e per passione, coltivo una grande passione per la scrittura, la musica colta e la letteratura, ma anche per la birra, i whisky, i bourbon e le grandi mangiate.

  • Cesare

    Ottima recensione, Maurizio, come sempre!

    • l4z4rus

      Grazie Cesare!

  • Emiliano Severoni

    Ormai siamo diventati dei collezionisti di scatolette.
    E se sono buoni o meno, poco importa: tra qualche tempo non esisteranno più.
    A me questa politica utilizzata più per impressionare il fumatore casuale che quello appassionato non piace affatto.

  • Cujo

    Molto buono, Mst nelle edizioni limitate mi appaga sempre.

  • Toscano

    Premesso che non ho avuto modo di fumare il sigaro e non posso quindi esprimere opinioni di alcun genere su di esso sono rimasto comunque perplesso leggendo la recensione che compare sul “Club Amici del Toscano” che nella sua parte finale così recita:<>. Voglio lasciare il beneficio del dubbio al “sentore di vino rosso”…….ma non ritengo credibile che una conbustione originata da un tabacco non additivato chimicamente possa generare aromi di frutti di bosco. Chiedo dunque alla redazione ad ai lettori un opinione, un parere tecnico in proposito. Colgo inoltre l’occasione per rivolgere a tutti gli appassionati di fumo lento i più cordiali

    Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo

    • l4z4rus

      Guarda, il punto è che non bisogna prendere l’espressione “frutti di bosco” in senso letterale, ma in via allegorica. Peraltro questo vale anche per quello che scrivo io riguardo ai sentori aromatici in genere: se, infatti, i sapori sono solo 4 (amaro, dolce, salato, acido, tralasciando l’umami) e non si scappa, il versante aromatico è, come quello olfattivo, assai variegato e dipende dalla memoria olfattiva di ciascuno. Per fare un esempio, il vecchio tabacco da fiuto Santa Giustina ha un profumo che a me riporta alla mente gli staffili. Qualcuno lo definirebbe in modo assai diverso, ma io amo (amavo?) andare a cavallo e ricollego quel particolare profumo a questa esperienza. Ebbene, nelle intenzioni di chi ha steso quel testo c’era un’espressione di questo tipo. Io non ho rilevato alcunché che rievocasse i frutti di bosco, peraltro. Spero di essermi spiegato…

      • Toscano

        Ti ringrazio per la risposta sollecita