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Il rituale del Cigar Dinner: come abbinare il sigaro durante una cena

Una delle conseguenze date dal divieto di fumare nei locali chiusi è sicuramente il calo relativo alle “Cigar Dinner”, delle cene particolari dove, oltre ad essere serviti cibo e bevande, si fumano liberamente dei sigari.

Questa usanza, tipicamente americana, aveva lo scopo di creare un ambiente particolare dove veniva celebrato il gusto del buon vivere, godendosi un sigaro in piena libertà e rilassatezza, accompagnati da cibi e vini di ottima qualità. Il rituale prevedeva di prepararsi ad un incontro formale indossando uno Smoking, il che elevava automaticamente lo standard della serata; secondo alcuni la cravatta nera era un must perchè rafforzava l’eleganza e l’importanza dell’evento. Alcune cene erano improntate ad abbinare per ogni portata un sigaro differente, tuttavia non tutti preferivano fumare e mangiare nello stesso momento, la scelta in questo caso era arbitraria.

I criteri di valutazione dell’abbinamento cibo-sigaro.
I criteri di valutazione sono gli stessi utilizzati per l’abbinamento tra cibo e vino, nel caso specifico si farà riferimento principalmente alla struttura sia del cibo che del sigaro: un sigaro leggero e di piccolo formato dovrebbe essere abbinato a piatti poco complessi e strutturati, mentre un sigaro di corpo e dal formato più importante dovrà essere abbinato a piatti più strutturati.

Di seguito verranno elencati alcuni consigli generali su come effettuare gli abbinamenti per una cena:

  1. E’ bene evitare condimenti oleosi o acidi nelle preparazioni in quanto questi elementi possono rovinare il sapore del sigaro.
  2. Il limite di sigari da fumare durante una cena non dovrebbe andare oltre i tre per non stressare eccessivamente il proprio palato.
  3. Se previsto, l’aperitivo dovrebbe essere accompagnato da sigari leggeri.
  4. Primi piatti a base di pasta dovrebbero essere abbinati a sigari di medio corpo e struttura.
  5. Secondi piatti a base di carni grigliate come bistecche e braciole dovrebbero essere abbinati a sigari di medio corpo e struttura.
  6. Secondi piatti a base di pesce come aragoste, cozze, gamberetti e vongole dovrebbero essere abbinati a sigari di medio corpo e struttura.
  7. Secondi piatti a base di selvaggina e carni affumicate dovrebbero essere abbinate a sigari forti, di corpo e strutturati.
  8. L’abbinamento tra sigaro e dolce è alquanto difficile; i sapori sono troppo contrastanti. Se si ha intenzione di fumare un sigaro alla fine della cena, bisognerebbe evitare il dolce. Abbinamenti più semplici si realizzano invece con il cioccolato fondente, frutta e sorbetti

Di seguito viene illustrato un ipotetico menù con diversi sigari in abbinamento:

Aperitivo a base di stuzzichini di pesce, olive e tramezzini accompagnato da un bicchiere di spumante metodo Charmat.
Sigaro in abbinamento: La Ley Mareva o Por Larrañaga Petit Coronas.

Primo piatto a base di spaghetti cacio e pepe accompagnato da un vino rosso giovane di medio corpo e media struttura.

Secondo piatto a base di cinghiale alla cacciatora accompagnato da un vino rosso di corpo e strutturato.
Sigaro in abbinamento: Davidoff Nicaragua box pressed Robusto o Alec Bradley Connecticut Robusto.

Caffè
Digestivo a base di una Grappa Invecchiata o Riserva.
Sigaro in abbinamento: Tornabuoni Affinato o Nicarao Exclusivo Robusto.

Conclusioni
Quando si tratta di abbinare il sigaro durante un pasto, ci sono fondamentalmente due scuole di pensiero: chi ci crede e chi no.
Indipendentemente da quale sia la scuola migliore, le Cigar Dinner devono essere puramente viste come una esaltazione del buon gusto e del buon vivere.
In questo articolo abbiamo introdotto l’argomento delle Cigar Dinner attraverso una serie di consigli su come abbinare al meglio il sigaro a tavola. Infine abbiamo proposto un ipotetico menù con dei sigari in abbinamento.

Mirko Pastorelli

Mirko Pastorelli è il primo Sommelier italiano e il secondo al mondo disabile in sedia a rotelle, vincitore del premio Donald and Karen Larocca all’evento Wine on Wheels a New York City nel 2019 “per il suo duro lavoro e la sua dedizione nel cambiare la percezione delle persone con disabilità in Italia”. Fa parte dell’associazione ASPI (Associazione della Sommellerie Professionale Italiana) presidiata da Giuseppe Vaccarini (Miglior Sommelier del mondo ASI 1978), suo maestro e mentore.

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