libro studio

Quando è nato GustoTabacco l’intenzione era quella di avere un mio spazio personale per cazzeggiare.
Ebbene sì, l’ho scritto! Cazzeggiare!
Niente di serio, insomma. Volevo solo provare a divertirmi con un blog che doveva trattare un argomento a me caro: il lento fumo.

Nel tempo GustoTabacco ha acquisito, non senza stupore da parte mia, credibilità e visibilità. Senza falsa modestia, credo che questo progetto stia oramai da anni contribuendo a diffondere in Italia la cultura del tabacco in generale e del fumo lento in particolare.
Di piú. Credo di poter tranquillamente affermare che GustoTabacco non solo diffonde cultura, bensí fa cultura!
Assurgere al grado di “esperto” è il compito di una vita, in qualsiasi campo, ma condividere le briciole di saggezza che pian piano si acquisiscono, confrontandosi a mente aperta con gli altri, è un qualcosa che si può e che tentiamo di fare qui.

Andiamo alla definizione della parola “cultura”: L’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo […]  
Fonte Treccani 

E’ una definizione perfetta secondo me.
In questi anni ho letto, ho studiato, ho fumato, ho fatto corsi: ho appreso, ho accettato alcune regole, ma ho anche imparato a giudicarle o rifiutarle alla luce dalle mie esperienze. Il confronto con amici e conoscenti, operatori del settore o semplici fumatori, scambiarsi idee, nozioni o riflessioni è per me all’ordine del giorno: ritengo che l’incontro con l’altro sia la cifra della crescita.

Questo per me è fare cultura.

Senza imporre in assoluto la propria idea di gusto o qualità, anche perché – ricordiamolo – parliamo sempre di piacere personale e percezioni soggettive!
Avrete infatti notato che pubblico sul sito non solo articoli miei, ma anche di altri lettori affezionati quando riconosco un contenuto utile e costruttivo.

In questi ultimi quattro mesi ho avuto molti scambi di e-mail con chi ha comprato l’e-book “Innamorarsi della Pipa” e mi ha fatto molto piacere che tanti neofiti mi abbiano confidato le loro difficoltà e, magari, chiesto il mio aiuto.  A chi mi ha chiesto consiglio per migliorare, non ho mai rifilato risposte manualistiche preconfezionate: piuttosto, ho sempre cercato di partire dal loro punto di vista, per suggerir loro come migliorare, senza stravolgerlo.
Sarà poi la loro sensibilità personale e l’esperienza a farli progredire.
Meglio lasciar sbagliare per imparare piuttosto che imporre il proprio stile o gusto, censurando il desiderio di percorrere strade inesplorate, per quanto possano condurre in vicoli ciechi.

Tutti possono fare cultura?
Ni…  

Non voglio mettermi sullo stesso piano di un professore perché non mi ci sento anche se poi molti di voi mi chiedono e mi seguono.
Prima di dare un giudizio, una risposta o di fare un commento ci penso sempre su più di una volta..
Perché?
Perché non basta riferire “per sentito dire” o perché lo si é “letto da poco”.
Mi imbatto spesso in articoli o post i cui autori danno un parere o giudizio estrapolandolo da un contesto molto più articolato: questo è un grosso rischio perché si da sempre una informazione parziale se va bene, manipolata nel peggiore dei casi!

Continuando, ho sempre ritenuto che i contributi degli operatori del settore siano fondamentali nel fare cultura.
Perché?
Hanno più facilità di avere fonti e informazioni dirette dai produttori o rivenditori.
Possono fare cultura a 360°?
No!
e spero lo capiate da soli…
Immaginate di andare in un ristorante dove si mangia bene, lo chef – se intellettualmente onesto – vi potrà anche dire che in un altro ristorante si mangia bene comunque… ma non vi dirà mai di andare dalla concorrenza per non tornare più da lui!
Ma, se si ascoltano molte campane, è decisamente stimolante il confronto con gli addetti ai lavori: per questo le porte di GustoTabacco sono aperte a tutti gli operatori, senza privilegiarne uno a discapito dell’altro.

Non penserete mica di poter capire qualcosa di cucina mangiando in un solo ristorante?

GustoTabacco può fare cultura per tutti su tutto il mondo del tabacco?
No!

Ci proviamo con tutta la passione e l’impegno possibile ma qualcosa mancherà sempre!
L’onniscienza non è di questo mondo, però siamo aperti a conoscere sempre di più, confrontarci con altri fumatori e imparare ogni giorno per arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima!

Fate tanta esperienza! 

Buone fumate a tutti!