humidor da viaggio

Per le vostre vacanze fumose… 

Io sono un maniaco! Non mi si fraintenda, ma quando vado in vacanza il mio sforzo mentale è rivolto principalmente ai sigari. So che non dovrebbe essere così. So che il pensiero dovrebbe andare alla compagna, ai figli, poi al pieno di benzina, ai biglietti aerei, passaporto, valigia… ma, credetemi, non me ne frega nulla. Io penso ai sigari!

Porto sempre un set di accessori che comprende il puncher, la taglierina a doppia lama (io ne uso una per i Toscani e una per i Caraibici, ma è un vezzo). Diversi accendini (questi benedetti dispensatori di fiamma ti lasciano sempre quando meno te lo aspetti). Tra questi un jet flame è d’obbligo, visto che il tempo mite permetterà molte fumate all’aperto. Potrebbe non servir più nulla ma io aggiungo sempre un poggiasigari per le sedute al bar e una bomboletta del mio gas preferito (non sempre si ha nelle vicinanze un tabaccaio fornito).

Pensiamo ora ai sigari. Occorre capire quanti ne fumeremo. Non che la cosa serva, il calcolo funziona un po’ come per i vestiti. Se ne portano almeno 10 volte il necessario. Ma che bello che è!

Per i Toscani se ne calcoli almeno uno al giorno – per chi come me è sbilanciato sui Caraibici  – più qualcuno per un eventuale amico.
Stesso calcolo per i caraibici, anzi no! Due al giorno, salvo aggiungere sul numero finale un’altra decina.

I Toscani sono da fumare rigorosamente alla maremmana. Non si dica che in vacanza non c’è tempo! In spiaggia sono l’ideale. Il vento, in genere, non è un amico dei sigari, ma il Toscano, per la sua intensità, resiste alle peggiori tormente (anche d’inverno, quando piove… ma questa è un’altra storia).

Il modo migliore per il trasporto è un humidor da viaggio capiente. Ve ne sono diversi tipi in commercio, per tutte le tasche. Non costano pochissimo ma, per fortuna, ci sono alcune alternative più economiche, come ad esempio le buste humipouch che consentono di mantenere un buon livello di umidità anche per vacanze mensili.
Non volendo proprio spendere un centesimo possiamo pensare di avvolgere i sigari, raggruppati in mazzi da poche unità, in un foglio di plastica trasparente, quella di uso comune per la cucina. In questo caso i sigari devono essere, al momento del “confezionamento” in ottimo stato di conservazione, per l’umidità, intendo. Poi il tutto può essere messo in una scatola che protegga dagli urti.

Se vi muovete in auto fate in modo che i sigari siano l’ultima cosa che caricate e la prima che arriva in camera, in modo da non lasciarli in un ambiente caldo, quale un’auto sotto al sole, per molto tempo. Durante il viaggio l’aria condizionata aiuterà.
Non pensate nemmeno lontanamente di conservare i sigari nel frigo della stanza d’albergo, sperando che un po’ di freddo faccia bene.
Il sigaro ha bisogno solo della giusta umidità. Il freddo riduce il tasso di umidità dei sigari e, almeno per i sigari cubani, serve solo per problemi, diciamo, antiparassitari.

Ricordarsi sempre di tenere i Toscani in un contenitore separato. Inoltre, per chi dovesse recarsi all’estero, le norme doganali impongono un numero massimo di 250 sigari a testa in paesi comunitari, 50 in paesi extracomunitari. Questo vale anche per chi acquista all’estero e porta in Italia.

Come vedete non ci vuole molto per avere sempre nelle condizioni ottimali i propri compagni di viaggio.

Curiosi di sapere quanti sigari porterò con me?
Beh, ad essere sinceri nessuno. Quest’estate resterò a casa a godermi le dolci brezze sanbenedettesi.

 

N.B.

Non facciamo come molti “colleghi fumatori”, spesso di sigarette… non buttiamo il resto del sigaro e la cenere per terra, procuriamoci un posacenere o qualcosa che serva all’uso per non sporcare i luoghi di villeggiatura!